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Nord-Sud, il divario e l’importanza dei dati. Il Direttore generale dell’Agenzia Massimo Sabatini scrive a Repubblica


29 Settembre 2020 -
News

Il direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale Massimo Sabatini interviene nel dibattito aperto dall’articolo di Giampaolo Galli e Giulio Gottardo sul “falso mito del scippo delle risorse”: le scelte politiche devono poter contare su statistiche e fonti ufficiali.

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Caro Direttore,
la lettura dell’articolo di Giampaolo Galli e di Giulio Gottardo su la Repubblica del 26 settembre fornisce un utile e approfondito contributo al dibattito sulla questione del divario territoriale del nostro paese ed estende il campo della riflessione alle implicazioni di politica economica e fiscale che tale divario comporta.

Prende spunto dalle analisi del presidente della Svimez, professor Adriano Giannola, che da tempo alimenta tale dibattito con argomentazioni altrettanto approfondite ed acute, le sue personali e quelle della Associazione che presiede.

Come evidente, le riflessioni di ciascuno prendono le mosse dalla lettura dei dati disponibili ed in particolare dalle fonti ufficiali di cui il nostro sistema istituzionale dispone.  In questa occasione viene citato il Sistema del Conti Pubblici Territoriali che costituisce una di queste fonti e che, con la sua adesione al Sistema Statistico Nazionale coordinato dall’ISTAT, contribuisce ad alimentarne la qualità e la ricchezza di dati, fornendone un prezioso dato territorializzato per regione.Nato sotto l’egida dell’allora Ministro del Tesoro Ciampi, ormai da più di vent’anni il Sistema CPT, con una sua Unità centrale presso l’Agenzia per
la Coesione Territoriale e con una Rete di Nuclei regionali presso ciascuna Regione, raccoglie una amplissima quantità di bilanci di enti e società pubbliche fornendo un conto consolidato della spesa pubblica italiana effettivamente erogata nel corso dell’anno (secondo il principio di cassa). Ogni anno nel mese di giugno vengono pubblicati i dati annuali in modo aperto consentendone l’accesso e la fruibilità diretta a tutti coloro che vogliano effettuarne proprie elaborazioni e analisi.Il patrimonio conoscitivo che i Conti Pubblici Territoriali producono e la serie storica pluridecennale che alimentano offrono agli analisti, ai policy maker, ai commentatori e principalmente ai colleghi che lavorano negli uffici della Pubblica Amministrazione dati che, accanto agli altri disponibili, concorrono ad elevare la conoscenza necessaria per perfezionare il faticoso cammino delle politiche pubbliche.Colgo quindi l’occasione per sottolineare che le statistiche pubbliche sono prodotte per consentirne il maggiore utilizzo possibile e, come questa occasione dimostra, la loro elevata fruibilità consente a ciascun utilizzatore di alimentare il proprio percorso di analisi giungendo legittimamente a conclusioni diverse. Grazie dell’attenzione e buon lavoro.Vai all’articolo Il falso mito dello “scippo” di risorse del Nord a danno del Sud: al Mezzogiorno la spesa pubblica pesa di più


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