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Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE)

Gli strumenti finanziari che la politica regionale e di Coesione utilizza per finanziare i suoi interventi sono i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE):

  • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): mira a consolidare la coesione economica e sociale regionale investendo nei settori che favoriscono la crescita al fine di migliorare la competitività e creare posti di lavoro. Il FESR finanzia, inoltre, progetti di cooperazione transfrontaliera.
  • Fondo Sociale Europeo (FSE): investe nelle persone, riservando speciale attenzione al miglioramento delle opportunità di formazione e occupazione. Si propone, inoltre, di aiutare le persone svantaggiate a rischio di povertà o esclusione sociale.
  • Fondo di Coesione: investe nella crescita verde e nello sviluppo sostenibile e migliora la connettività negli Stati membri con un PIL inferiore al 90% della media UE a 27.

A questi si aggiungono il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), attuato mediante il Programma di Sviluppo Rurale regionale (PSR), e il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP), che sostiene i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile e aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie.


Nel 2014-2020 i Fondi SIE sono rivolti a due soli obiettivi:

  • l’obiettivo “Investimenti per la crescita e l’occupazione” che interverrà in tutto il territorio UE, graduando l’intensità degli investimenti a seconda che si tratti di Regioni meno sviluppate (il cui PIL pro-capite medio è inferiore al 75% della media UE), più sviluppate (il cui PIL pro-capite medio è superiore al 90% della media UE) o in transizione (il cui PIL pro-capite medio è compreso tra il 75 e il 90% della media UE);
  • l’obiettivo “Cooperazione territoriale europea” che interverrà in specifiche aree frontaliere, dislocate lungo i confini interni ed esterni dell’UE o transnazionali, che riguardano vaste porzioni del territorio europeo e in alcuni casi coincidono con il territorio delle Strategie macro-regionali europee.

Rispetto agli 11 obiettivi tematici individuati dall’Accordo di Partenariato, gli investimenti del FESR finanzieranno tutti gli 11 obiettivi, ma quelli da 1 a 4 costituiscono le principali priorità di investimento. Le principali priorità del FSE sono gli obiettivi da 8 a 11, ma il fondo finanzia anche quelli da 1 a 4. Il Fondo di coesione finanzia gli obiettivi da 4 a 7 e 11.


Costituzione delle zone economiche speciali

Il decreto legge mezzogiorno n.91/2017 convertito dalla legge 123 del 3/8/2017, dedicato ad un piano per favorire la crescita economica nelle aree del Mezzogiorno, ha introdotto due principali misure di intervento:

  1. la misura a sostegno dell’imprenditoria giovanile nel mezzogiorno;
  2. il nuovo concetto di Zona Economica Speciale (ZES), già diffusa all’estero.

Misure a sostegno dell’imprenditoria giovanile nel mezzogiorno

Il dl 91/2017 convertito dalla legge 123/17 ha introdotto numerose nuove misure di sostegno dell’imprenditorialità della formazione.
La misura “Resto al Sud” è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani tra i 18 ed i 35 anni di età, nelle regioni del mezzogiorno. I settori di intervento sono quelli dell’artigianato, industria, pesca, acquacoltura, servizi, ivi inclusi quelli turistici.


Zona Economica Speciale

Le Zone Economiche Speciali sono regioni geografiche nelle quali vige una legislazione economica differente da quella della nazione alla quale appartengono, zone territorialmente definite e costituite anche da territori non adiacenti, collegati da aree portuali, che presentino un nesso economico funzionale di grande rilievo strategico e nelle aree ad esse economicamente collegate.
Lo scopo di questa misura è quello di sperimentare nuove forme di governance anche ricorrendo a procedure amministrative semplificate, con l’obiettivo di sviluppare imprese già insediate, o che si insedieranno, rilanciare la competitività dei porti nelle regioni meridionali, per cogliere appieno le potenzialità di sviluppo offerte dal rilancio della nuova via della seta. Questa misura mira a valorizzare le terre abbandonate, o incolte, e i beni immobili in stato di abbandono, secondo una procedura sperimentale, con l’obbiettivo di promuovere la valorizzazione dei beni non utilizzati nelle regioni del mezzogiorno. I soggetti destinatari devono essere di età compresa fra i 18 ed i 40 anni.

Le ZES saranno, dunque, dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al credito d’imposta al sud. Al finanziamento della misura sono destinate risorse del FSC 2014/20.


In attuazione del decreto mezzogiorno è stato approvato un dpcm che definisce le modalità per l’istituzione di una ZES, la sua durata, i criteri generali per l’identificazione e la delimitazione dell’area, ed i criteri che ne disciplinano l’accesso.