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La Cooperazione Territoriale Europea


L’obiettivo Cooperazione Territoriale Europea, uno dei due obiettivi dell’attuale periodo di programmazione europea,  promuove la collaborazione tra i territori dei diversi Stati membri dell’UE mediante la realizzazione di azioni congiunte, scambi di esperienze e costruzione di reti tra attori nazionali, regionali e locali, al fine di promuovere uno sviluppo economico, sociale e territoriale armonioso dell’Unione Europea nel suo insieme.

Il Regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE (Regolamento CTE) stabilisce l’ambito di applicazione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) in merito all’Obiettivo Cooperazione territoriale europea e detta disposizioni specifiche riguardanti la copertura geografica (art. 3), le risorse finanziarie (art. 4), la concentrazione tematica e le priorità di investimento (artt. 6-7), la programmazione (artt. 8-13), la sorveglianza e la valutazione (artt. 14-17), l’ammissibilità (artt. 18-20), la gestione, il controllo e la designazione (artt. 21-25), la partecipazione di paesi terzi (art.26) nonché la gestione finanziaria (artt. 27-28).

La Cooperazione territoriale europea si articola in 3 differenti componenti:

  1. cooperazione transfrontaliera (INTERREG A) fra regioni limitrofe (NUTS 3) per promuovere lo sviluppo regionale integrato fra regioni confinanti aventi frontiere marittime e terrestri in due o più Stati membri o fra regioni confinanti in almeno uno Stato membro e un paese terzo sui confini esterni dell’Unione diversi da quelli interessati dai programmi nell’ambito degli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione;
  2. cooperazione transnazionale (INTERREG B) su territori transnazionali più estesi (NUTS 2), che coinvolge partner nazionali, regionali e locali e comprendente anche la cooperazione marittima transfrontaliera nei casi che non rientrano nella cooperazione transfrontaliera, in vista del conseguimento di un livello più elevato di integrazione territoriale di tali territori;
  3. cooperazione interregionale (INTERREG C) che coinvolge tutti gli Stati membri dell’Unione Europea e mira a rafforzare l’efficacia della politica di coesione, promuovendo lo scambio di esperienze, l’individuazione e la diffusione di buone prassi.

Il Regolamento CTE disciplina, inoltre, le modalità di sostegno del FESR ai programmi transfrontalieri e concernenti i bacini marittimi definiti nell’ambito dello strumento di vicinato ENI di cui al Reg. (UE) 232/2014 e ai programmi transfrontalieri definiti nell’ambito dello strumento di pre-adesione IPA II di cui al Reg. (UE) 231/2014, rinviando la definizione del contributo FESR alla Commissione e agli Stati membri interessati (art.4).

Le risorse totali FESR assegnate ai programmi dell’obiettivo CTE per il 2014-2020 ammontano a 8,9 miliardi di euro, così ripartite:

– 6,6 miliardi di euro per la cooperazione transfrontaliera (circa 74%);

– 1,8 miliardi di euro per la cooperazione transnazionale (circa 20%);

– 500 milioni di euro per la cooperazione interregionale (circa 6%).

Queste rappresentano il 2,75%  delle risorse globali assegnate al FESR, al FSE e al Fondo di coesione pari a 322,145 miliardi. A tali risorse, si aggiungono le risorse FESR stanziate a sostegno dei programmi di cooperazione transfrontaliera definiti nell’ambito dello strumento IPA II, pari a 242 milioni di euro, e dello strumento ENI, pari a 634 milioni di euro.

Mappa delle aree dei programmi transfrontalieri cofinanziati dal FESR (Fonte: DG REGIO):

https://circabc.europa.eu/sd/a/a397236b-b97b-404f-9e9b-1a1e47249593/EU28_CBC_1420_OVERLAP_PRGM_N2010_01M_A0P1_M.pdf

Mappa dei programmi di cooperazione transnazionale 2014-2020 cofinanziati dal FESR (Fonte: DG REGIO):

https://circabc.europa.eu/sd/a/87da7646-f87d-4000-a64c-7902c2481596/ETC_TN_1420_A0P.pdf

 L’Obiettivo CTE in Italia

Per il periodo di programmazione 2014-2020, l’Italia partecipa a 19 programmi di cooperazione territoriale, di cui dieci con Autorità di Gestione italiana

Otto programmi di cooperazione transfrontaliera:

Italia-Francia marittimo http://interreg-maritime.eu

Francia-Italia Alcotra  http://www.interreg-alcotra.eu/it

Italia-Svizzera http://www.interreg-italiasvizzera.eu

Italia-Austria http://www.interreg.net

Italia-Slovenia  https://www.ita-slo.eu

Italia-Croazia http://www.italy-croatia.eu

Grecia-Italia  http://www.europuglia.it/cte-2014-2020/grecia-italia

Italia-Malta http://www.italiamalta.eu/it/programmazione-2014-2020.html

Tre programmi di cooperazione transfrontaliera esterna:

Italia-Albania-Montenegro https://www.italy-albania-montenegro.eu/

Italia-Tunisia http://www.italietunisie.eu

Eni Cbc MED http://www.enpicbcmed.eu/enicbcmed-2014-2020

Quattro programmi di cooperazione transnazionale:

Central Europe http://www.interreg-central.eu

Med https://www.interreg-med.eu

Alpine Space http://www.it.alpine-space.eu

Adriatic-Ionian  http://www.adrioninterreg.eu

Quattro programmi di cooperazione interregionale:

Interreg Europe  https://www.interregeurope.eu

Espon https://www.espon.eu

Urbact III http://urbact.eu

Interact III http://www.interact-eu.net

Ruolo dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e governance nazionale dell’Obiettivo CTE

A seguito della riorganizzazione della governance nazionale in materia di politiche di coesione intervenuta ex art. 10 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125/2013, ai relativi decreti e regolamenti attuativi, l’Agenzia per la Coesione Territoriale (ACT), condivide con il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCoe) il ruolo di Autorità nazionale di riferimento per la Commissione europea e per gli altri Stati membri in relazione ai 19 Programmi CTE a partecipazione italiana.

Il 14 aprile 2016 la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’Intesa sul documento concernente la governance nazionale dell’attuazione e gestione dei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea 2014-2020. L’Intesa individua ruoli e funzioni delle diverse amministrazioni pubbliche coinvolte nella CTE, in un’ottica di governance multilivello, in relazione alla partecipazione dell’Italia ai Comitati di Sorveglianza (CdS) dei programmi e ai Comitati nazionali di accompagnamento all’attuazione e di coordinamento della partecipazione italiana nell’ambito dei rispettivi CdS.

Nel corso del 2016 si è completato il processo di definizione della governance nazionale dei programmi CTE con l’istituzione e l’avvio di tutti i Comitati nazionali e la ricostituzione del Gruppo di coordinamento strategico per la CTE (Decreto congiunto PCM-Dipartimento Politiche di Coesione e Agenzia per la Coesione Territoriale n. 15 del 20 luglio 2016) e della Commissione mista Stato-Regioni e Provincie Autonome (Decreto del Direttore generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale n. 139 del 6 giugno 2016 e n. 209 del 5 settembre 2016, e rinnovata ulteriormente con il Decreto del Direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale n. 51 del 17 marzo 2020) per il coordinamento ed il funzionamento generale del sistema nazionale di controllo dei programmi CTE 2014-2020.