Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC già FAS)

 

Accanto ai fondi comunitari, lo Stato dispone per la politica di coesione di un Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) ex Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), che attua l'obiettivo costituzionale di "rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona" (art.119).

È lo strumento generale di governo e di sviluppo della nuova politica regionale nazionale per la realizzazione di interventi nelle aree sottoutilizzate. In queste aree tali risorse si aggiungono a quelle ordinarie e a quelle comunitarie e nazionali di cofinanziamento.

In origine il Fondo era alimentato ogni anno, ma la dotazione per il ciclo di programmazione 2007/2013 è pluriennale.

Le principali caratteristiche del Fondo riguardano la strategia unitaria della programmazione degli interventi, la cui piena attuazione è concretizzata nell'attuale ciclo di programmazione 2007/2013 attraverso il Quadro di sostegno nazionale (QSN), e la flessibilità nell'allocazione delle risorse, che consente uno spostamento di risorse liberate, all'interno del Fondo, tra i vari strumenti di programmazione. Tali caratteristiche consentono di avvicinare per coerenza la politica così detta aggiuntiva, di cui al V comma dell'articolo 119 della Costituzione, ai principi ed alle regole dalla politica comunitaria.

Da rilevare che proprio alla stessa norma legislativa summenzionata si deve l'introduzione del termine "Aree sottoutilizzate", che ha ormai sostituito completamente la precedente definizione di "Aree depresse".
Il Decreto Legge 18 maggio 2006 n. 181 all'art. 1, comma 2 ha attribuito al Ministero dello Sviluppo Economico una serie di funzioni previste all'articolo 24, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, ivi inclusa la gestione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate.


Lo scopo del Fondo è conseguire una maggiore capacità di spesa in conto capitale, oltre che per consentire un riequilibrio economico e sociale, anche per soddisfare il principio di addizionalità, ma anche di convogliare in un unico contenitore tutte le risorse disponibili autorizzate da disposizioni legislative con finalità di riequilibrio economico e sociale.
Affluiscono, quindi, al Fondo una serie di risorse finanziarie dapprima previste da distinti provvedimenti legislativi, permettendo una visione più chiara e trasparente degli stanziamenti destinati ad interventi speciali ed aggiuntivi per le aree sottoutilizzate.

Le risorse FSC vengono impiegate per il finanziamento di strumenti rientranti in due gruppi principali:

  • gli investimenti pubblici per infrastrutturazioni materiali ed immateriali:
    • i completamenti delle infrastrutturazioni dell'intervento straordinario;
    • gli investimenti pubblici in infrastrutture materiali ed immateriali realizzati dalle Regioni e dalle Amministrazioni centrali attraverso Accordi di programma quadro (APQ) e non;
    • programma di accelerazione della spesa;
  • gli incentivi a soggetti privati:
    • misure a favore dell'autoimpiego e dell'autoimprenditorialità;
    • crediti di imposta per gli investimenti;
    • crediti di imposta per l'occupazione nel Mezzogiorno;
    • crediti di imposta per campagne pubblicitarie localizzate;
    • contratti di filiera agroalimentare;
    • finanziamento alle imprese per il completamento dei programmi dell'Intervento straordinario;
    • contratti di programma;
    • patti territoriali;
    • contratti d'area;
    • attrazione degli investimenti esteri nelle aree sottoutilizzate;
    • copertura degli interessi derivanti dall'attivazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese nelle aree sottoutilizate;
    • costituzione di fondi per l'investimento in capitale di rischio della Piccole e medie imprese (PMI);
    • Fondo per la competitività e lo sviluppo;
    • altro.

Grazie alla continuità finanziaria del Fondo ed alla sua flessibilità è possibile dare certezza, quindi, agli operatori pubblici e privati, accelerare la spesa per investimenti pubblici in infrastrutture materiali ed immateriali e riequilibrare progressivamente l'impiego di risorse tra incentivi ed investimenti in linea con gli orientamenti dell'Unione europea.

Un aspetto rilevante del Fondo è quello di finanziare, come detto, anche interventi in infrastrutture materiali ed immateriali attuati attraverso lo strumento negoziale dell'Accordo di programma quadro.
Questo strumento di programmazione negoziata, che sta attraversando il suo secondo ciclo di programmazione, è stato modificato nella propria natura per adattarsi alle nuove regole di politica regionale unitaria nazionale e comunitaria.

 

Come si utilizza

In base alle disposizioni della Delibera CIPE n. 166/2007 ciascuna Regione o Amministrazione centrale destinataria di risorse a valere sul FAS dovrà predisporre un Programma Attuativo, nel rispetto dei seguenti principi:

  • prevalente destinazione delle risorse ad obiettivi di riequilibrio economico sociale, così come previsto dall'art.119, comma V della Costituzione;
  • addizionalità delle risorse, che non possono sostituirsi a quelle della politica ordinaria;
  • sussidiarietà e adeguatezza territoriale del livello di programmazione ed attuazione degli interventi;
  • necessario collegamento e coerenza con la strategia di politica regionale unitaria e con la programmazione ordinaria regionale e nazionale.

Nel Programma Attuativo saranno indicati i settori di intervento prescelti, nonché le Linee di Azione per ciascun settore e gli interventi che saranno realizzati nel corso dell'intero periodo di programmazione. Grazie ad un'ottica di programmazione settennale sarà possibile proseguire il cammino già intrapreso verso un quadro di riferimento sempre più concreto nei confronti degli operatori economici pubblici e privati, nonché pianificare, gestire ed accelerare la spesa per investimenti pubblici in infrastrutture avvalendosi di un quadro di riferimento finanziario certo e flessibile.

Il Programma Attuativo FAS conterrà inoltre l'indicazione degli strumenti attuativi prescelti per il perseguimento degli obiettivi: Accordo di programma quadro, APQ interregionale, Strumenti di attuazione diretta. Di norma l'attuazione dei Programmi attuativi nazionali ed interregionali si dovrà realizzare attraverso lo strumento dell'Accordo di programma quadro.
Nel nuovo sistema di programmazione quindi lo "strumento APQ" da un lato diviene non obbligatorio al fine dell'utilizzo delle risorse per le Aree Sottoutilizzate – in quanto è possibile utilizzare altre modalità definite "di attuazione diretta" – da un altro lato ne esce rafforzato data la previsione normativa dell'Accordo di programma quadro Interregionale che valica quindi i limiti del territorio regionale per diventare uno strumento di programmazione negoziata di più ampio respiro.

 

Documentazione di riferimento

Ultime delinere CIPE Settoriali

Ultime Delibere CIPE Regionali